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La Rievocazione Storica

Rappresentazione Storico – teatrale del Primo Presepe del Mondo.

Non un presepe vivente come gli altri ma una rievocazione: la rievocazione storica della notte di Natale del 1223. E’ la notte del Primo Presepe, quella in cui San Francesco di Assisi, a Greccio, convocò i suoi frati e la gente tutta a festeggiare il Natale attorno ad una grotta dove fece sistemare una mangiatoia, un bue e un asinello.  

Questo è quanto rievocato da 48 anni a Greccio. Sei scene che vedono come interpreti gli abitanti del luogo in costumi dell’epoca.

Scena Prima.
In piazza a Greccio si discute di questo strano personaggio che è appena arrivato in paese e si è stabilito in una capanna in cima al monte. Uno che ha abbandonato tutti i suoi averi per dedicarsi alla predicazione del Vangelo. Siamo nel 1209 e Greccio è un paese molto povero alle prese con le enormi difficoltà del vivere quotidiano e l’idea di uno stile di vita “in povertà per scelta” non è comprensibile. La piazza del paese è in fermento perché in attesa di notizie da parte dei compaesani andati nel bosco alla ricerca dei lupi che, nella notte, hanno fatto visita ad un pastore e gli hanno ucciso tutte le pecore. Tornano gli uomini con il trofeo: hanno catturato il capobranco dei lupi, il più grosso e pericoloso. In questa piazza in subbuglio, arriva il pellegrino che si è stabilito sulla montagna con alcuni suoi amici. Incalzato subito dai grecciani il pellegrino si presenta: “Il Signore vi dia pace fratelli, il mio nome è Francesco”. Ai paesani che gli contestano la possibilità di una vita di pace in un mondo ostico e pieno di nemici, Francesco dimostra che ciò è possibile. Si fa condurre dal lupo e lo ammansisce.

Scena Seconda.

Sono passati alcuni anni e Francesco torna spesso a Greccio, questo posto che a lui piace perchè “ricco di povertà”. D’altra parte, i grecciani hanno accettato Francesco e ne hanno fatto propri gli insegnamenti e, grazie a questo, la loro vita è sensibilmente migliorata. Nella piazza di Greccio si narrano le gesta di Francesco in giro per il mondo e si spera che torni presto tra di loro, magari in una casa in paese e non in quella capanna in cima al monte.

Scena Terza.

 Giovanni Velita, Signore di Greccio con un passato cavalleresco ma ora buon amico di Francesco, si reca in cima al monte insieme ad alcuni compaesani per chiedergli di abbandonare quel luogo e di scendere ad abitare con loro in paese. Francesco accetta di buon grado e arriva in paese. Dove andrai a dimorare? chiedono i paesani riuniti in piazza per il suo arrivo. “Dove cadrà quel tizzone” dice Francesco indicando un fuoco acceso “lanciato dalle mani di un fanciullo, là io stabilirò la mia dimora”. Il tizzone lanciato segue una parabola che ha dell’incredibile e va a cadere dove ora sorge il Santuario Francescano di Greccio.

Scena Quarta.

Francesco e i suoi fedeli compagni, i frati Leone, Ruffino e Angelo mangiano seduti intorno ad un fuoco e discutono. Parlano del loro Ordine, della necessità dell’approvazione della Regola e delle perplessità che nutrono alcuni loro fratelli su alcune norme dettate da Francesco e che sono ritenute troppo severe. Francesco risponde citando il Vangelo e illustrando la sua idea di povertà come rinuncia ai beni materiali superflui per poter cogliere la vera essenza delle cose. Alla fine Francesco svela agli amici l’idea che ha di rievocare la nascita di nostro Signore e di volerlo fare proprio a Greccio, nel luogo che più gli ricorda le condizioni in cui questa è avvenuta.

Bambini durate la Rievocazione Storica del Primno Presepe
Giovanni Velita Rievocazione Storica del Primno Presepe

Scena Quinta.

Francesco si reca da Giovanni Velita per illustrargli il suo progetto e chiedere aiuto. “Se vuoi che celebriamo a Greccio il Natale di Gesù, precedimi e prepara quanto ti dico: vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello”. Queste le parole che Francesco rivolge al suo amico Giovanni secondo il suo primo biografo Tommaso da Celano. L’originalità della richiesta lascia stupito e dubbioso Giovanni Velita che, comunque, esaudisce i desideri del Santo.

Scena Sesta.

E’ la notte di Natale del 1223. Gli araldi di Giovanni Velita hanno convocato la gente che è accorsa in massa. Giungono anche molti frati convocati da altri luoghi. Arriva Francesco, trova tutto preparato e se ne rallegra. La notte è rischiarata dalle fiaccole dei molti convenuti; Francesco parla loro e racconta della piccola città di Betlemme e del mistero dell’Incarnazione. E’ tale e tanta la forza evocativa delle parole di San Francesco che uno degli astanti ha una visione. Vede nella mangiatoia prendere vita un bimbo vero in carne e ossa. Il miracolo è compiuto. Greccio quella notte è la nuova Betlemme.

Da quella sera Greccio divenne la nuova Betlemme!


Il Poverello di Assisi diede inizio alla Sacra Rappresentazione del Presepe che viene costruito ogni Natale in tutte le case del Mondo per ricordare la nascita di Gesù. Una spettacolare scenografia, un ottimo gioco di luci, la devozione degli interpreti, unitamente alla bellezza ed alla natura del luogo, rendono questa manifestazione, oltre che unica, anche molto suggestiva.
Numerosi visitatori provenienti da tutta Italia e dall'estero seguono ogni Rievocazione, portando con loro, al momento del ritorno a casa, una parte di storia francescana ed un augurio di poter tornare a Greccio, magari in compagnia di amici e parenti, per poter vivere, insieme a loro, un momento di profonda fede cristiana ed ammirare uno spettacolo unico al mondo.

Madonna Alticama

Madonna Alticama

Frati Guardiani

Frati Guardiani

E' nato il Salvatore

E' nato il Salvatore

San Francesco incontra il Papa

San Francesco incontra il Papa

Il Presepe di Greccio

798° anniversario 1223 - 2021

Programma

24 dicembre - ore 22.30
26 dicembre - ore 17.30
28 dicembre - ore 17.30
1 gennaio - ore 17.30
2 gennaio - ore 17.30
6 gennaio - ore 17.30
8 gennaio - ore 17.30

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